articoliRassegna

I presepi di Maria Paola

Maria Alberta Ferrari su La libertà 11 gennaio 2023

Un’autentica magia il mondo creato dalle mani e dalla mente di Maria Paola Sabbadini, frutto di passione, studio e ricerca che ruotano intorno all’interesse sul presepe, suscitato da bambina quando amava costruirlo in casa insieme al papà ricevendo le statuine e le casette dal nonno che allora lavorava a Napoli. Una collezione pregevole di presepi napoletani, provenzali, di porcellana svedese, di argilla, cartapesta o gesso messa insieme grazie anche a numerosi viaggi compiuti in Europa “dove il Natale è una meraviglia” - sono sue parole - e nel mondo, ma anche attraverso frequentazione di mercatini o antiquari. Presepi in divenire, ogni anno sempre diversi e che richiedono un lavoro che Maria Paola inizia ogni anno a  ne settembre, con un numero di pezzi incalcolabile da sistemare e comporre…

Dopo la visita del 16 dicembre delle socie del Comitato della Società Dante Alighieri di Reggio, a cui Maria Paola è legata, e a cui ha aperto volentieri le porte, Telereggio e Stampa Reggiana le hanno dedicato due servizi importanti. Ma perché tanto interesse sul presepe? Esso, nato da un’intuizione di san Francesco nel 1223 trasforma il dogma difficile dell’Incarnazione in un avvenimento di inclusività che ci riporta l’immediatezza di quel messaggio e ci fa comprendere, con la varietà dei suoi personaggi, anche popolari e paesani, che nessun uomo è escluso dalla salvezza: questo il messaggio più importante.

Nel presepe possiamo rispecchiare noi stessi: si può dire che sia la rappresentazione dell’umanità. Esso ha quindi non solo un valore storico ed artistico ma anche comunitario… è una scuola, è frutto di impegno, passione, fede, è offrire il proprio tempo… Con il presepe inizia una nuova era: “Ecco… puoi entrare”… Il presepe spirituale di san Francesco è divenuto presepe di popolo pieno di umanità, di cibo, di mestieri, di situazioni di vita. Un presepe napoletano è presente anche alla Casa Bianca, è il “made in Italy della tradizione” come ha affermato qualcuno. E papa Francesco ci ha sollecitato a fare il presepe ovunque, nelle case, negli ospedali, nelle strade… Un dogma, troppo diffcile per i teologi e troppo semplice per i bambini… tradotto nel presepe che significa mangiatoia e proprio sulla mangiatoia si è soffermato molto il papa nell’omelia del Natale… un Dio incarnato che diventa cibo per noi attraverso l’Eucarestia.

Il presepe ci sorprende sempre e a casa di Maria Paola le sorprese sono davvero tante… c’è anche “la camera del Natale”, che contiene tre presepi permanenti di cui uno, napoletano autentico, ha richiesto un anno per l’allestimento, ed un altro, incredibile, tutto in movimento (colpisce in particolare lo studio del fotografo all’aperto, il gruppo delle lavandaie con l’acqua corrente, la signora mentre pettina un’amica…).poi un altro presepe napoletano in terracotta dipinto a mano, degli anni 30-40, la cui natività è stata collocata dall’ingegno di Maria Paola in una teca del ’500.

Un Natale che dura tutto l’anno, in via Emilia San Pietro, e dove noi, esseri umani pellegrini e vaganti, sempre e ovunque sedotti dalle bolle di sapone, possiamo iniziare un percorso di guarigione del cuore attingendo alle potenzialità enormi del nostro spirito che possono andare al di là di quelle di ogni mano e di ogni mente che ha ideato e creato tali e tante meraviglie. Un grazie col cuore a Maria Paola Sabaddini!