I Giovani della «Dante» sulle tracce di Leopardi
Maria Alberta Ferrari su La libertà 30 novembre 2022
Veramente uno spettacolo, lo spettacolo del Gruppo Giovani della Società Dante Alighieri che si è realizzato nel pomeriggio piovoso di martedì 15 novembre nella Sala del Palazzo del Capitano del Popolo, aperto alla cittadinanza.
Una luce sulla città: “Bravi da ammirare, con la capacità di controbilanciare l’ansia che ci mette questa società” ha esordito, presentandoli, la presidente del Comitato di Reggio e Guastalla, professoressa
Giovanna Iori. Manuel Cacciani, Marco Cavazzoli, Alberto Lusetti e Arianna Marchese hanno condotto in piena autonomia un’ora e mezza di conversazioni, letture e recitazioni che interpretavano il tema “Giacomo Leopardi: la sete di infinito” con la regia di una di loro, Federica Spazian, e l’abile accompagnamento con l’arpa di Agatha Bocedi, interprete di un brano musicale originale ritrascritto per l’occasione e riadattato da lei stessa.
Lo spettacolo, una profonda incursione nell’opera di Leopardi, è stato ideato da questi stessi giovani con la sola supervisione della presidente del Comitato mentre lo scorso anno, al loro esordio con i tre spettacoli sulle cantiche della Divina Commedia rappresentate in città, la regia era stata della professoressa Carla Bazzani. Un vero autonomo lancio: “Fatevi trasportare dal vortice in cui tutto sia collegato nella cultura”, ha detto al pubblico Federica, dando ad esso il benvenuto. Il sommo poeta di Recanati, che tutti conoscono per la bellezza della sua poesia, è stato il trampolino di lancio
per parlare di letteratura in modo interessante e vivo, una letteratura che “apre finestre sul mondo”. Come la situazione iniziale nella lirica di Giacomo Leopardi …il colle e la siepe… (che gli impediscono
una completa visione) apre il pensiero e la meditazione del poeta alla riflessione sull’infinito e sul tempo, così i giovani, partendo dalla stessa lirica, hanno spaziato da un’opera all’altra di Leopardi. Hanno colto, attraverso un excursus sui temi a lui più cari e partendo dai singoli versi di “L’infinito”, le domande centrali dell’esistenza dell’uomo e la sua insoddisfazione.
Dall’idillio Alla Luna (con la dimensione del ricordo) allo Zibaldone (il diario filosofico di Leopardi in cui annotava i suoi pensieri), dalla Sera del dì di festa (con la sua riflessione sullo scorrere del tempo) al Canto notturno di un pastore errante dell’Asia (con meditazioni sulla vita) al collegamento con l’infinito potenziale in matematica e all’infinito potenziale spaziale il salto è stato breve per questi giovani, atleti della cultura e abili nei collegamenti più profondi. Hanno colto il desiderio infinito di senso dell’uomo attraversando anche le opere e la poetica di Van Gogh, ritrovando agganci
ad esempio con “La Notte stellata” e con le moderne tecniche fotografiche che ci permettono ora di penetrare nelle profondità del cosmo e poi… con l’arte di Matisse “Il volo di Icaro”: quel puntino rosso sul petto come desiderio di infinito che era anche di Leopardi. Infine il componimento “A se stesso” come culmine della disillusione e... “l’infinita vanità del tutto”, “La ginestra” e “Il tramonto della luna”, ultime due opere del poeta dove resta “incolume il desìo”, l’inesauribile sete di infinito che Leopardi ci trasmette.
Dopo aver spaziato e sviscerato la lirica ecco sul finale la lettura integrale della stessa fatta dai giovani tutti insieme, a voci sovrapposte. “Autentico il loro operato... Sono commossa” ha concluso la presidente, ma la commozione deve essere stata più per loro che le hanno messaggiato: “È sempre un piacere creare emozioni con voi, grazie mille di cuore. La cosa bella di come stiamo vivendo questo Gruppo Giovani è che esso permette anzitutto un arricchimento personale, prima ancora dell’o erta a un pubblico… mi corico pieno di gratitudine e contentezza… alla prossima avventura allora… Dantedì 2023, stiamo arrivando”. Per noi un sentito grazie a loro e l’invito a rileggere Leopardi attraverso un’ottica e strumenti nuovi.
