Inaugurato a Reggio Emilia il Monumento alle Maestrine

PARCO CERVI - L'OPERA È DELLO SCULTORE ALESSANDRO ROMANO

Con il benvenuto alle autorità civili e politiche si è celebrata il 31 ottobre, in Sala del Tricolore a Reggio, la consegna del “Monumento alle Maestrine” alla Città di Reggio Emilia, in quanto città del tricolore e riconosciuta come terra delle scuole più belle del mondo.

"La città ha fatto tanto per l'Educazione e questo è un riconoscimento che sentiamo” ha affermato l'assessore Raffaella Curioni, in rappresentanza del sindaco.

"Il ruolo delle maestre nel tempo è stato fondamentale per valorizzare la lingua e la cultura italiana. La Scuola è un bene comune, di tutti i cittadini, e l'educazione è un valore per tutti. Per questo la celebrazione è significativa e il ringraziamento va alla Società Dante Alighieri per aver voluto il monumento proprio a Reggio Emilia La «Dante con i suoi 90 comitati in Italia e 400 nel mondo porta instancabilmente il valore della lingua e della cultura italiana. Il ringraziammo va poi in particolare alla professoressa Edmea Guidetti Sorrivi per la passione e la determinazione dimostrata nel condurre a termine questa iniziativa”

La presidente del Comitato reggiano ha salutato gli ospiti, i presidi e presidenti di Club, le socie della «Dante» ed il Consiglio “fatto di persone che si donano con entusiasmo” ma in particolare le autorità che le sono state vicino.

Tre anni di lavoro intenso per arrivare a questo risultato e per celebrare degnamente anche i 750 anni della nascita del Sommo poeta.

Rivolta poi allo scultore, Alessandro Romano, ha affermato: "Sul tuo capolavoro, che andremo ad ammirare e che ci darà brividi di gioia, le nuove generazioni avranno un esempio su cui meditare, come facciamo noi oggi”

La genesi del monumento parte da un invito fatto dal presidente (oggi emerito) della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Enti e Associazioni, “di portare idee secondo il proprio sentire” in occasione di un importante incontro tenutosi a Roma nel 2011, 150° anno dall'Unità d'Italia. La presidente Sorrivi, nel riferirla, ha espresso anche ricordi personali, essendo figlia di una maestra mandata a insegnare al confine, vicino a Dobbiaco, dove prevaleva la lingua tedesca. E ricordando le maestrine: “…c'era chi dormiva nella stalla del maiale, chi non poteva dormire per il gallo che cantava e poi… chilometri e chilometri per arrivare alle sedi…” Ma così è stato combattuto l'analfabetismo.

Ha poi letto un brano tratto da una canzone del 1983 di Riccardo Cocciante, ''La nostra lingua” che celebra appunto la lingua italiana.

Presenti, non senza commozione, alcune maestre che hanno vissuto le dure esperienze di quegli anni passati.

È intervenuto Salvatore Italia, Capo dipartimento Beni archivistici e culturali del Ministero, in rappresentanza del Consiglio Centrale della «Dante» con un cordiale saluto alla città e ai suoi rappresenti politici e militari, lodando l'operato del Comitato reggiano e della sua instancabile presidente e portando i saluti di Andrea Riccardi, presidente internazionale, e di Alessandro Masi, vicepresidente. “Un singolare progetto artistico – ha detto Italia – frutto di una originale proposta viene donato alla città per rendere omaggio a quelle coraggiose maestre che dopo l’Unità d'Italia diedero le loro energie e il loro sapere per affermare una lingua, quella di Dante, collante dell'Unità nazionale”. Comitati della «Dante» nel mondo, enti e privati hanno permesso la realizzazione di questo progetto che ha trovato terreno fertile anche nella popolazione: le maestre hanno tracciato un solco.

L’artista è poi uno scultore di apprezzata fama, noto in campo internazionale per il suo straordinario talento che ha dato alla città di Reggio l’occasione per sottolineare ancora la sua responsabilità in campo educativo.

È seguita, in Sala del Tricolore, la consegna di un omaggio alla professoressa Sorrivi e del Diploma della Dante Alighieri alla città di Reggio Emilia.

Con l’accompagnamento della banda musicale del Comune di Reggio, tra ali di folla, ci si è poi recati al Parco Cervi, dove, accolti dalle bandierine sventolanti dei più piccoli, lo scultore Alessandro Romano ha parlato davanti alla sua opera velata: “Questo è un monumento di storia e futuro: le maestre di ieri e di oggi ci accompagnano. L’amore è stato il sentimento che mi ha guidato: «amore come carezza del cuore», ricordando la sua maestra che gli aveva donato la sua merenda, avendola un giorno dimenticata. Quel gesto lo ricordo ancora e ho donato il mio lavoro come gesto di riconoscenza''. Poi, rivolto agli studenti, li ha invitati ad “amare l'amore perché in esso c'è la risposta a rutti gli interrogativi della vita” e ad “amare donandosi”. Anche i bambini restituiscono il dono.

Pochi giorni fa lo scultore ha presentato al Papa “L’angelo del lago”, che verrà collocata a Castelgandolfo e il 6 novembre sarà a Bari per un'importante manifestazione. Prima di essere scoperta, proprio il 31 ottobre, sembrava un fantasma di Halloween quella statua, ma sotto celava ben altro: in essa si legge la cura, l'accudimento, la dolcezza, la relazione, la reciprocità, l'affidamento, il gesto. La straordinarietà e la bellezza di questa statua donata dalla Dante Alighieri Internazionale è stata colta da tutti i presenti: un invito ad andare a vederla.

Maria Alberta Ferrari

frontespizio dell'invito con il monumento alle maestrine del Parco Cervi di Reggio Emilia

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